Across the Line – The Exodus of Charlie Wright, film interpretato da Aidan Quinn e Andy Garcia, per la regia di R. Ellis Frazier, narra le vicende di Charlie Wright, un artista della truffa miliardario che, sfuggito all’arresto negli Stati Uniti, si trasferisce a Tijuana in una sorta di esilio volontario. Sulle sue tracce, oltre all’FBI, un plotone di mercenari al soldo della mafia russa e un signore della droga locale, che vede in lui una specie di assicurazione sulla vita…

R. Ellis Frazier, specialista del crime-movie a basso costo, realizza forse la sua opera migliore, un noir dai toni crepuscolari e malinconici che sembra ispirarsi a Traffic di Steven Soderbergh, sia per la struttura corale del racconto, che per l’ambientazione in prevalenza al di là del confine messicano.

Il film può contare innanzitutto su una buona sceneggiatura, scritta dal regista, che nonostante i temi trattati, non demonizza i personaggi, e preferisce mostrarne il lato umano, concentrandosi sui dubbi e sulle scelte morali che ognuno di loro, a prescindere dalla propria condizione esistenziale di criminale o uomo di legge, si trova a compiere. Ne risulta una caratterizzazione a tutto tondo, in cui emergono legami profondi, come quello fra Charlie Wright e la gentile prostituta Mary, o quello, ancor più straziante, fra il narcotrafficante al tramonto Jorge Garza e il fratello minore Gabriel, destinato a succedergli.

La mano di Frazier, se risulta felice sul piano narrativo, su quello visivo soffre del basso budget a disposizione. Registicamente povero, appesantito da una fotografia che insiste troppo sulle tonalità del giallo e del rosso, il film può contare però su un paio di sequenze d’azione decisamente riuscite: la caccia all’uomo nello stadio, tutta basata sullo stealth, e il confronto finale fra i banchi del mercato di Tijuana, con tanto di mexican standoff.

Decisamente bravi tutti gli interpreti, in particolare Aidan Quinn che, in una parte che dieci anni prima sarebbe calzata a Tom Berenger (cui somiglia fisicamente), dona al suo Charlie Wright una consapevolezza della propria sconfitta degna di un personaggio da tragedia classica, con una prova più che convincente, tutta in sottrazione. Altrettanto profondo il ritratto del gangster Jorge Garza che un Andy Garcia barbuto e dimesso offre in sacrificio a un mondo criminale sempre più spietato e venale, in cui non trovano più spazio l’onore e la dignità; valori che, al contrario, sembrano appartenere sia al coriaceo agente federale impersonato dal redivivo Mario Van Peebles, sia, perfino, al cinico mercenario cui il britannico Luke Goss, biondo cattivo di tanti cinecomic, presta il proprio sguardo glaciale. Avrebbe meritato maggiore spazio, invece, l’ancora stupenda Gina Gershon, che nel ruolo di Mariel, la trepidante consorte di Garza, si fa rubare la scena di miglior attrice in campo dalla meno bella Claudia Ferri, toccante nella parte di Mary, prostituta sensibile ossessionata dalle rughe.

In sintesi, Across the Line non è un grande film, ma un prodotto di discreto livello cui una distribuzione nelle sale non avrebbe guastato: peccato sia uscito in tutto il mondo direttamente in DVD, da noi con un anno di ritardo.

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