Good Day for It, film del 2011 interpretato da Robert Patrick e Hal Holbrook, per la regia di Nick Stagliano, è la storia di Luke Cain, un ex criminale che, costretto ad abbandonare la donna che amava e la loro piccola figlia quindici anni prima, ritorna per regolare i conti con i suoi vecchi complici e riunire la sua famiglia.

Presentato al Sonoma International Film Festival nel 2011, Good Day for It è un crime movie indipendente dallo stile minimalista ambientato in una Pennsylvania rurale e invernale, fra modeste tavole calde e sudici capannoni al cui interno si consumano brutali esecuzioni, mentre in sottofondo echeggiano le malinconiche note country di Matthew Ryan.

Nick Stagliano, cineasta di un certo talento ma scarsamente prolifico – il suo film precedente, il corale Partita col destino, risale al 1999 – scrive e dirige un’opera semplice ma non scadente, a cominciare dall’ottima fotografia. Benché l’andamento della trama, in verità piuttosto lento, risenta dell’influenza del western, con la narrazione in unità di tempo e luogo debitrice di Mezzogiorno di fuoco, è nella caratterizzazione dei personaggi, e nei rapporti umani che si sviluppano o giungono a maturazione, il maggior pregio del film: Stagliano, infatti, rivela sorprendenti capacità di coinvolgere emotivamente lo spettatore nelle vicende intime dei protagonisti, persone comuni segnati da un passato drammatico e da un presente stagnante, cui non sembra concesso alcuno spiraglio verso il futuro. All’opposto che in prodotti dello stesso genere, come il nichilista Killer Joe, qui la situazione di pericolo di vita diviene l’occasione perché si esprimano le migliori qualità umane – la solidarietà, lo spirito di gruppo, il senso dell’umorismo, la capacità di perdonare – ed è ancora la famiglia, specialmente il rapporto padre-figlia, in tutte le sue sfaccettature anche lievemente edipiche, il valore massimo cui aspirare.

Notevole il contributo del cast, composto in prevalenza da veterani del cinema dei decenni precedenti: il granitico Robert Patrick (Luke), l’ancora affascinante Samantha Mathis (la sua ex Sarah), e i cattivi Lance Henriksen (il sadico capobanda Lyle) e Robert Englund (il violento sgherro Wayne) portano sui loro volti familiari e sui loro corpi ingrassati i segni impietosi del trascorrere del tempo, dando vita a una recitazione di stampo naturalistico decisamente convincente. Mika Boorem, benché troppo grande per la parte della figlia Emily, aggiunge un po’ di freschezza all’insieme, ma il migliore è l’ottuagenario Hal Holbrook, noto alle generazioni più giovani come vecchietto saggio e gentile in Into the Wild, e già presente in Partita col destino: qui, nel ruolo di Hec, gestore della tavola calda vigoroso e battagliero nonostante l’età, ruba la scena.

Distribuito nei cinema statunitensi in poche copie, Good Day for It è un piccolo film con l’anima, da recuperare al di là della scarsa fama. Da noi è passato di sfuggita sul digitale terrestre, doppiato in maniera mediocre, ma non ha ancora avuto alcuna distribuzione in DVD.

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