Avatar è ambientato in un mondo fantastico di ispirazione asiatica diviso in quattro regni che prendono il nome dai quattro elementi naturali principali: Terra, Fuoco, Acqua, Aria. In ogni regno, alcune persone possono manipolare uno dei quattro elementi – acqua, terra, fuoco o aria – con varianti telecinetiche delle arti marziali cinesi note come “bending” (dominio nella traduzione italiana). Solo l’Avatar, che rinasce ciclicamente tramite reincarnazione, puo’ dominare tutti i quattro elementi ed è quindi responsabile del mantenimento dell’armonia tra le quattro nazioni del mondo, fungendo anche da ponte tra il mondo degli spiriti e il mondo fisico.

Perché guardare la serie originale. Avatar – La leggenda di Aang

Facciamo subito un chiarimento: qui parliamo della serie animata originale, Avatar – The Last Airbender – creata da Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko per il canale americano Nickeodeon nel 2005 e ora su Netflix. Non parliamo invece ne’ del film ne’ della serie live-action prodotta da Netflix tra intoppi e problematiche varie, come l’abbandono di DiMartino e Konietzko per divergenze creative.

La serie originale ha vinto cinque Annie Awards, un Genesis Award, un Primetime Emmy Award, un Kids’ Choice Award e un Peabody Award. Come se non bastasse, e’ stata un enorme successo commerciale con la conseguente produzione transmediale di un franchise che comprende fumetti, dvd e un seguito, The Legend of Korra.

Lo stile della serie combina l’anime con i cartoni animati americani, e si basa principalmente sull’immaginario culturale dell’Asia orientale, in particolare Cina, Tibet, Giappone, con influenze della cultura Inuit per le tribu’ dell’Acqua e dell’Amazzonia per gli indigeni originari del regno del Fuoco.

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La storia. Avatar – La leggenda di Aang

La storia parte dal ritrovamento dell'ultimo Avatar, un ragazzino di 12 anni di nome Aang appartenente ai nomadi dell'Aria, da parte di Sokka e Katara, fratello e sorella della tribu' dell'Acqua. Aang era scomparso 100 anni prima e non aveva potuto impedire che il Signore della nazione del Fuoco attaccasse gli altri popoli e provocasse il genocidio dei nomadi dell'Aria, di cui lui e' quindi l'ultimo superstite. Con l'aiuto di Katara, che possiede il dominio dell'acqua, e Sokka, ce vuole diventare un esperto guerriero come il padre, Aang lotta contro il tempo per dominare i quattro elementi e sconfiggere il Signore della nazione del Fuoco prima che una cometa arrivi a donargli immenso potere. Oltre a Katara e Sokka, il team Avatar comprende gli animali fantastici Appah e Momo e in seguito Toph, abilissima bender dell'elemento Terra, cieca dalla nascita ma con una prodigiosa "vista" tattile.

I temi della serie. Avatar – La leggenda di Aang

La serie, divisa in tre stagioni che prendono il nome ognuna dall’elemento che Aang deve imparare a dominare (Acqua, Terra, Fuoco), tratta temi che non si trovano spesso nelle produzioni animate per bambini: motivi conduttori sono il genocidio come strumento di conseguimento del potere, la differenza tra scelte giuste e facili, l’importanza dell’accettazione della diversità e la forza del perdono. Il tutto condito con humor adatto ai personaggi principali – che sono ragazzini e adolescenti – e con un ottimo equilibrio tra episodi più seri ed altri di raccordo, piu’ lineari, leggeri e spesso autoconclusivi.

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L’arco narrativo del villain. Avatar – La leggenda di Aang

ATTENZIONE SPOILER!!!

Per le prime due stagioni, il cattivo principale e’ Soku, figlio del Signore della nazione del fuoco e principe ereditario, votato a catturare l’Avatar per restaurare il suo onore perduto. L’arco narrativo e di redenzione di Soku e’ uno dei piu’ complessi e affascinanti che si sono visti recentemente nelle produzioni animate, facendo di Soku uno dei personaggi preferiti dei fan della serie. Soku infatti nella terza stagione ripudierà definitivamente il padre e la sua sete di dominio assoluto per unirsi al team Avatar e insegnare a Aang il dominio del fuoco. La sua conversione e’ difficile, dolorosa e complessa, nonostante abbia sempre al suo fianco lo zio Iroh, che funge da padre putativo. Suko infatti dovra’ capire da solo quali sono le scelte giuste e per farlo dovra’ abbandonare tutta l’educazione ricevuta dall’infanzia e dare ascolto alla sua bussola morale interiore.

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Le figure femminili. Avatar – La leggenda di Aang

Avatar non teme di affrontare questioni spinose, dal genocidio, all’abuso di potere fino alle questioni di genere. Il mondo della serie presenta elementi di parità di genere, come il fatto che sia donne che uomini possono essere benders e nascere Avatar, ma anche retaggi di culture patriarcali, che spesso il team Avatar deve combattere, come quando la tribù nordica dell’Acqua si rifiuta di insegnare a Katara a perfezionare il suo dominio, o come quando Toph e’ ritenuta debole e indifesa solo perché bambina disabile. Katara e Toph però saranno veloci a smontare gli stereotipi e si riveleranno come due delle guerriere più potenti delle loro rispettive nazioni.

Visione quindi consigliatissima a tutta la famiglia, per immergersi in un’epopea magica in cui davvero i ragazzini e le ragazzine salveranno il mondo.

Elena D.
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