Nonostante parte del dibattito in Italia su Sanremo 2020 vorrebbe farci credere il contrario, la cultura popolare può raccontare identificazioni di gender molto diverse da una cis-eteronormatività binaria e obbligatoria. Ci sono infinite relazioni e identità possibili fuori dall’Ariston! E allora #BoicottaSanremo e segui i nostri suggerimenti di visioni alternative.

Sanremo 2020

Buffy the Vampire SlayerOnce More, with Feeling

Se qualcuno avesse chiesto a Buffy Summers di fare un passo indietro, l’avrebbe probabilmente trafitto con pointy, il suo paletto ammazza vampiri. Bionda, bella e la prescelta nella lotta contro il male, Buffy è una delle eroine femministe della pop culture. Once More, with Feeling è tra gli episodi più amati della serie: tutti i personaggi, all’improvviso, possono esprimersi soltanto in numeri musicali e, attraverso questi, rivelano i propri sentimenti e dolori più nascosti. Con i memorabili Going through the motions e Walk through the Fire, quindi, una serie per teenager riuscì, anche, a parlare di depressione. Perché le canzonette non sono mai “solo” canzonette. [Lucia Tralli]

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Charmed

Reboot della serie dei tardi anni Novanta, sceglie programmaticamente di rompere la superficie uniformemente bianca ed eterosessuale del passato, e anche di complicare l’idea di “famiglia” che dava origine al potere del trio. Le tre prescelte sono femministe, hanno background etnico-culturali molteplici, si confrontano in modo non banale con desideri e identificazioni, e continuano gioiosamente a combattere i demoni della settimana. La seconda stagione si sta dimostrando articolata e intelligente nell’approfondire le/i su* personagg* in equilibrio fra i canoni del genere e nuove prospettive. [Ilaria De Pascalis]

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Doctor Who

La tradizione britannica di Doctor Who si rinnova, nella 11a stagione della nuova serie, con la sua tredicesima Dottora interpretata da Jodie Whittaker. La politica di inclusione della serie (ricordiamo lo splendido alieno omnisessuale Jack Harkness, interpretato dall’attore gay Barrowman; la companion apertamente lesbica Billie; e le innumerevoli allusioni sulla sessualità del/la protagonista stesso/a, oltre che di diversi personaggi storici – incluso Shakespeare) si allarga ulteriormente, con episodi che riflettono anche su questioni razziali, sulle difficoltà portate dal neoliberismo e sulle pratiche coloniali britanniche attraverso le avventure della Dottora con nuov* compagn*. [Spoiler!] [Ilaria De Pascalis]

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Jane the Virgin

Giunta a conclusione nel 2019, cinque stagioni della stessa showrunner di Charmed, Jennie Snyder Urman, di grande impatto. Serie bilingue che si interroga su cosa significhi essere una giovane donna e si confronta con generi quali telenovela e romance ma anche riferimenti interculturali e crossmediali, mantenendo intensità e leggerezza. La genealogia femminile e femminista creata dalla famiglia Villanueva, assieme a tutte le persone che appartengono alla famiglia allargata di Jane, permette di affrontare ugualmente plot twist inverosimili e problemi molto quotidiani, garantendo identificazione e intrattenimento. [Ilaria De Pascalis]

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Sex Education

Splendido teen drama prodotto in UK per Netflix, racconta il desiderio, la sessualità, le identificazioni di gender in modo fluido, brillante, mai banale. Cast e personagg* improntati all’inclusività massima, ma senza dare l’idea di essere stata programmata a tavolino. Come nella vita vera, capita di confrontarsi con tutto lo spettro dell’arcobaleno, ma anche con questioni difficili come i sentimenti, la violenza fisica o psicologica, le relazioni, la libertà di espressione, le politiche femministe e di gender. [Ilaria De Pascalis]

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Watchmen

La serie di Damon Lindelof per HBO si può riassumere in una parola: coraggiosa. Apre con il massacro degli afroamericani di Tulsa nel 1921, memoria rimossa dell’America bianca che rifiuta di vedere lo spettro ancora vivo del Ku Klux Klan. Poi balza in un presente distopico e si concentra su una super eroina nera, donna poliziotto, orfana, madre di tre figli adottivi e moglie di un uomo che sa bene come stare un “passo indietro” alla consorte, anche perché è sempre lei a salvargli più volte la vita. Regina King è perfetta nel ruolo di una eroina che ha l’identità segreta di un personaggio blaxploitation ed è sempre un passo avanti nel difendere diritti civili e femminismo intersezionale in un mondo solo apparentemente pacificato. [Maria Elena D’amelio]

BONUS CINEFILO: Booksmart

Teen comedy davvero divertente che riprende gli snodi di Superbad di Greg Mottola, sovvertendone lo spirito. Trasmette l’idea dell’inclusività in termini narrativi e di world building: la gente è fuori di testa, però è bella anche per questo (la divina Billie Lourd lo rende molto chiaro). Riesce a essere una commedia classica e innovativa allo stesso tempo. Esteticamente è un film perfetto, che può contare su dialoghi e situazioni, sulle performance di tutto il cast e la chimica tra le interpreti principali Kaitlyn Dever e Beanie Feldstein. [Sara Mazzoni]