Appena conclusasi su BBC America, la prima stagione di Killing Eve è la consacrazione della sua autrice Phoebe Waller-Bridge. Se non la conoscete già per Crashing (da noi su Netflix) e per Fleabag, è tempo di rimediare. Se invece avete già apprezzato questi due dramedy, sarete sorpresi scoprendo che Killing Eve è un thriller di spionaggio. Come funzionano la scrittura caustica e lo humor nero di Waller-Bridge, applicati a questo genere? Benissimo. Lo svecchiano e lo trasformano in qualcosa di nuovo.

Killing Eve stagione 1 Jodie Comer

Partendo dai racconti di uno scrittore misconosciuto, Luke Jennings, Waller-Bridge crea la storia di una caccia alla killer, rivisitando il cliché dell’attrazione morbosa tra la poliziotta eroina e il mostro. L’Hannibal Lecter della situazione è una donna che si fa chiamare Villanelle, interpretata alla perfezione da Jodie Comer. In questo, si trovano già i primi grandi punti di forza di Killing Eve: il ribaltamento di alcuni luoghi comuni del thriller e della rappresentazione di personaggi femminili, sommati alle prove attoriali della protagonista Sandra Oh e della sua controparte Comer.

La sovversione degli stereotipi è evidenziata fin dall’innesco della trama. Eve (Oh) è un’agente dell’MI5 relegata al lavoro d’ufficio, l’unica a capire che la serie di omicidi su cui indaga è stata compiuta da una donna. Il primo cliché da scardinare è interno alla storia: tutti danno per scontato che sia un uomo a compiere delitti così efferati. La stessa Villanelle, assassina e psicopatica, incarna un’antagonista femminile come se ne vedono poche. Il suo nome di battaglia è peculiare come il tono della serie: sempre tra il serio e il faceto, non risparmia orrore e budella. Villanelle è feroce, maleducata e sarcastica; su di lei si sente l’impronta dell’umorismo distorto di Waller-Bridge. È una unapologetic bitch all’estremo: quando la vediamo pesta e sanguinante dimentichiamo l’iconografia della “vittima di abusi” da photostock. Villanelle è una guerriera sanguinaria appena tornata dalla battaglia, porta le sue cicatrici di guerra con la nonchalance di chi ama alla follia il suo lavoro, l’esercizio della violenza.

Killing Eve stagione 1 Sandra Oh

È incredibile che un personaggio carismatico e forte come Villanelle non oscuri Eve. Le due sono perfettamente controbilanciate: Eve è piena di contraddizioni e idiosincrasie che la rendono credibile, umana e simpatica. Determinata e nervosa, confusa dai sentimenti conturbanti che la governano, sembra la protagonista di una commedia romantica catapultata in una spy story. Un lato romantico, in tutto questo, c’è davvero, perché tra Eve e Villanelle scatta qualcosa. Appare subito evidente l’ambiguità di questa caccia all’assassina, perché Eve è palesemente innamorata. E, grazie all’interpretazione di Sandra Oh, lo è in modo adorabile, proprio come in una rom-com.

Killing Eve è una delle novità più godibili del 2018, sia per la grandissima prova delle attrici che per quella di Waller Bridge. Pur rimandendo un thriller spionistico, Killing Eve accumula livelli di grottesco e di humor macabro, collocandosi dalle parti della serie cult Utopia e lontano anni luce dalla pomposità di cose come Homeland.