she's beautiful when she is angry

Netflix ha una selezione ricchissima di documentari, tra questi ne abbiamo scelti 5 che, spaziando tra storie e tempi molto diversi, indagano alcuni dei temi più frequenti del dibattito sul “temibile” gender, dalla rappresentazione di genere nei media alla lotta per i diritti delle persone transgender, alla pornografia. Con una capatina nel passato.

documentari Netflix

Miss Representation (Jennifer Siebel Newsom, 2011)

Ormai un “classico” dei documentari che investigano l’endemico problema della (mis)rappresentazione delle donne all’interno dei prodotti mediali, Miss Representation è ancora un punto di partenza essenziale per la precisione con cui spazia tra i vari aspetti del problema (con dati e interviste): tra ipersessualizzazione e culto della magrezza, sotto-rappresentazione in termini numerici e qualitativi delle donne, sia sullo schermo che dietro le quinte, si indaga l’impatto che tutto questo ha sulle giovani generazioni.

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The Mask you live in (Jennifer Siebel Newsom, 2015)

Il secondo lavoro di Newsom indaga, invece, il grande assente nel dibattito sul genere, ovvero il maschile. Il documentario è ricco di dati e interviste, a educatori, attivisti e giovani uomini che raccontano le proprie esperienze di vita. Dalla cultura del maschio forte all’incapacità di esprimere emozioni senza fisicità violenta, dall’esasperazione della cultura dello sport alle problematiche dei giovani uomini non bianchi che crescono in comunità a rischio, l’autrice fornisce un quadro complesso per iniziare a ragionare sull'”altra parte” dello spettro del genere.

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She’s Beautiful When She’s Angry (Mary Dore, 2014)

La storia – finora mai raccontata – del Movimento di Liberazione della Donna americano degli anni ’60 e ’70. Betty Friedan e gli inizi separatisti, la svolta delle donne lesbiche che prendevano parola per la prima volta, le donne che hanno scritto, grazie all’autoformazione, la pietra miliare del racconto della sessualità femminile, “Noi e il nostro corpo”. Un documentario eccezionale, fatto con le voci delle protagoniste e le immagini di un tempo in cui le donne iniziarono a immaginarsi un futuro tutto per loro.

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Growing Up Coy (Eric Juhola, 2016)

La battaglia – purtroppo ancora terribilmente attuale – di una famiglia “normale” del Colorado per il diritto della loro bambina transgender di usare a scuola il bagno che preferisce. Questa la storia che, con molta umanità, Growing Up Coy racconta: due giovani genitori che reagiscono con empatia e forza a una situazione cui non erano preparati, e che fronteggiano l’impatto violento dei media sulla loro famiglia, con la convinzione di stare conducendo una giusta lotta per la felicità della loro bambina. Emozionante.

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Hot Girls Wanted (Jill Bauer, Ronna Gradus, 2015)

Documentario di enorme successo, prodotto da Rashida Jones (al punto che Netflix ne ha appena derivato una serie Hot Girls Wanted: Turned On), che indaga il mondo delle giovani performer del porno pro-am (professional amateur). Attirate dalle possibilità di guadagno, le ragazze si lanciano in questa nuova professione, cercando di sfondare grazie ai profili sui social network. Con uno sguardo preoccupato ma non giudicante, le registe le seguono per alcuni mesi, raccontando dall’interno una porzione incredibilmente redditizia dell’industria pornografica.

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BONUS: What Happened Miss Simone? (Liz Garbus, 2014).

La vita travagliata di una leggenda della musica e delle lotte per i diritti civili. Fatevi un regalo e “ascoltate” questo bellissimo documentario sulla storia di Nina Simone.

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Nina Simone