Partiamo da un’opinione condivisa. Skam Italia è una serie eccellente: lo è per aver reso riconoscibile e vicina l’adolescenza grazie a una scrittura matura e sofisticata che tocca magistralmente temi come slut shaming, coming out e salute mentale. Se poi pensiamo agli audiovisivi italiani a tema teen, si può tranquillamente gridare al miracolo.

Morale della favola: Skam ci piace un sacco. E come molti altri appassionati, cerchiamo di evitare gli spoiler – non vogliamo privarci dei fuochi d’artificio a cui Skam Italia ci ha abituati! Per questo ci teniamo a precisare che la seguente analisi nasce senza considerare la versione originale e i remake internazionali. La riflessione che segue, infatti, è stata pensata e scritta su queste prime clip – in cui viene mostrato solo che Eleonora ha detto a Edoardo NO per 132 volte (e appunto no significa no), e non cosa si siano effettivamente scritti, conducendo comunque alla narrazione tossica per cui se lui insiste lei alla fine cede perché in fondo ci sta e le piace.

Ad alcuni potrà far storcere il naso, altri invece ritroveranno un pensiero condiviso. Qualunque sia la vostra idea su questa prima puntata e mezzo vi chiediamo di mantenere toni pacati e di ricordare che siamo fan a cui piace ragionare su quello che vedono, esattamente come voi.

SPOILER ALERT sulla stagione 3 di Skam Italia fino a metà dell’episodio 3×02

Skam Italia Stagione 3

Un pensiero al volo, non una recensione ma una riflessione istantanea. Skam Italia 3 per ora fa venire un’ansia che manco uno psychothriller. Oltre all’angoscia volutamente suscitata dalla trama, c’è anche qualche preoccupazione per il futuro della stagione. Ci sono argomenti molto delicati in ballo, incrociamo le dita nella speranza che chi ha fatto l’adattamento italiano abbia pensato bene a come problematizzare la vicenda. Abbiamo fiducia nelle autrici e negli autori nostrani che ci hanno lavorato, perché le prime due stagioni sono state fatte davvero bene.

Fin qui si è vista Eleonora alle prese con un comportamento terrificante da parte di Edoardo, che manipola lei e la sua amica con modi persecutori. Viene evidenziato come tutto ciò faccia sentire male Eleonora, a cui viene conferito il potere di fermare questo scempio in un giochino sadomaso che fa venire il vomito. Da un punto di vista narrativo è perfetto, perché Eleonora così ha le motivazioni per non rivelare subito all’amica quello che accade: la vuole proteggere da una verità che ne annienterebbe l’autostima (discorso semi-esplicitato in un dialogo sul tema). La dinamica mostrata fin qui tra i due papabili amanti è chiaramente di abuso: Eleonora viene ricattata e costretta a uscire con Edoardo, ne è consapevole ma non sa come fermarlo. Gli dice numerosissime volte di lasciarla stare; lui, per metterla in scacco, perseguita l’amica verso la quale sa che Eleonora ha istinti protettivi. Direttamente dal manuale del piccolo psicopatico.

Da ora in avanti speriamo che tutta la faccenda non venga girata in qualche chiave in cui si mostri un’Eleonora che però tutto sommato deve ammettere le proprie responsabilità perché un po’ “se l’è cercata”, un po’ “lo voleva”, un Edoardo che povero cucciolo non è così cattivo perché sua madre è morta, e via discorrendo. Ci hanno fatto vedere la ripetuta violazione del consenso di lei, l’atteggiamento da stalker, la manipolazione, il tentativo di farla sentire responsabile; insomma, ci sono tutti i classici punti del “grooming” dell’abusatore nei confronti di una vittima (vedi alla voce Michael Jackson, restando nell’attualità televisiva con Leaving Neverland). Speriamo che sia tutto messo lì ad arte proprio perché di questi temi si vuole parlare, e non per colpevolizzare chi li subisce. Si vedrà, intanto fiato sospeso.